DIVIDE ET IMPERA

 

In Italia albergano molti sindaci che non sanno fare il proprio mestiere; tra questi se ne trovano, in particolare, due che all'apparenza sono molto diversi tra loro, ma nella realtà risultano assai simili per arroganza e presunzione: quello di Genova, il Markese, e quello di Firenze, Don Matteo Renzi.

Il nobiluomo, nonostante le sue ascendenze politiche - il padre Giorgio era conosciuto come il Markese Rosso, essendo stato tra l'altro uomo di spicco della locale federazione del partito revisionista - sta da tempo cercando di sorpassare a destra l'ebetino toscano, scoprendosi improvvisamente un decisionista.

Non ci sarebbe quasi niente di male, se non si trattasse dell'ormai quasi quotidiano cedimento ai voleri dei sedicenti democratici: per di più, questa volta, su un tema - la Gronda autostradale di ponente - sulla cui opposizione ha costruito la vittoria alla corsa alle elezioni primarie e successivamente alla carica di primo cittadino.

Ora attua un completo voltafaccia, in pieno agosto, annunciando la sua decisione di far partire i lavori senza passare - molto democraticamente - per il voto in Consiglio comunale; è chiaro che le forze che si oppongono all'ennesimo scempio ambientale - tre della maggioranza che sostiene il governo cittadino (Sinistra Ecologia e Libertà, Lista Doria, Federazione della Sinistra) e una della minoranza (Movimento Cinque Stelle) - non possono stare a guardare passivamente e promettono battaglia: si vedrà a settembre come si comporteranno.

Nel frattempo tocca ai Comitati contro le grandi opere inutili e devastanti organizzare la resistenza; il sospetto è proprio questo: che il Markese abbia agito così ben sapendo che parte del Movimento No Tav-Terzo Valico si impegna anche sul fronte No Gronda.

Divide et impera, dicevano i latini; tocca agli attivisti fare in modo che questo non accada: non si deve dividere le 'truppe', perché così facendo invece di una forza si diventerebbe due debolezze facilmente soverchiabili dalle preventivabili 'truppe di occupazione'.

 

Genova, 12 agosto 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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